Julian Fane – L’Eleganza del Vuoto

Julian Fane – L’Eleganza del Vuoto


un elogio della leggerezza

In un mondo sempre più pieno di stimoli e di cose, questo testo, accompagnato da un raffinato pianoforte, esalta la reale bellezza della mancanza. Una glorificazione non della superficialità ma della libertà da sovrastrutture e dell’affrancarsi dalle catene dell’ego.

Il vuoto di cui la canzone parla non è assenza o nichilismo disperato: è piuttosto uno spazio interiore che basta a se stesso e che, proprio per questo, non è realmente “vuoto”.

L’Eleganza del Vuoto
(Julian Fane)

C’è un lusso estremo nel non essere niente
Un’ombra scura tra la folla e la gente
Leggo Cioran mentre il tempo s’invola
Per la mia anima che è sempre più sola.
Il piombo grava su ogni pensiero
E il falso brilla più del vero.

L’abisso chiama e io non rispondo
Galleggio piano sul fondo del mondo.

Tutto è perfetto se tutto è svanito
L’universo è un cerchio infinito!
È l’eleganza del vuoto, il mio solo vanto
Un inno solenne, un bellissimo pianto.
Nulla ci salva, ma splende l’addio
In questo niente, mi sento un dio.

Un sarto cieco cuce il mio destino
Sono un profeta, o forse un assassino?
Poeta spento in un’era di luce
Che non rischiara e che non conduce.
Il Nulla è un abito che mi sta bene
Un dolce oblio che spezza le catene.

Tutto è perfetto se tutto è svanito
L’universo è un cerchio infinito!
È l’eleganza del vuoto, il mio solo vanto
Un inno solenne, un bellissimo pianto.
Nulla ci salva, ma splende l’addio
In questo niente, mi sento un dio.

L’ultima grazia è non avere uno scopo

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