
una canzone allegra ma (forse) non troppo
Un motivetto dal ritmo brioso e dal cantato leggero e melodico, che però con il suo testo palesemente metaforico spinge ad interrogarsi sul reale significato della canzone.
Con un refrain ipnotico ammalia gli ascoltatori ma solo i più attenti capiranno che forse questa allegra passeggiata musicale in realtà parla di qualcosa di più profondo: quella che sembra soltanto una passeggiata spensierata si trasforma in uno sguardo ironico sull’epoca attuale e sul bisogno, sempre più forte, di trovare uno spazio lontano dalla confusione del mondo.
Le Braci d’Inverno
(IO e le Macchine)
Sebbene si possa restare in silenzio
Davanti allo scempio di questo momento
Non credi sia troppo il rumore di questi cretini
Che vogliono dire la loro
Davvero tu ascolti chi dice
Dovete gridare più forte del coro
Ma il coro non dice la loro ma solo la sua
E con questa bugia
Chiunque tu sia diventi la sua.
Per questo ripeto,
Sappiate che ognuno è diverso e vivrete lo stesso
Una vita in esilio ma almeno da adesso
Col piglio di chi non ha niente di meglio
Di un solo ritaglio d’Inferno
Qui non è tanto male, no
Rispetto all’astronave blu
Che gira intorno al Sole e tu
Resti solo un viaggiatore che alla prossima fermata
Senza fare troppe storie scende giù
E allora signori lo avete capito che il cielo è infinito
E noi siamo uno sputo in un mare salato!
Adesso mi spiego:
Un punto nel cielo stellato,
Un punto in cui mettere il dito
Rimani schiacciato e tu stesso ti guardi dicendo: mi sono sbagliato?
Che cazzo! ti avevo avvertito ,
Se questo è l’andazzo vi lascio e ritorno alle braci d’inverno
Nel forno mi sento davvero più fresco
Che stare in un posto che puzza di vecchio
Qui non è tanto male, no
Rispetto all’astronave blu
Che gira intorno al Sole e tu
Resti solo un viaggiatore che alla prossima fermata
Senza fare troppe storie scende giù
Diceva Calvino di dargli più spazio e farlo durare
Ma pensi che voglia restare?
L’Inferno non è poi così male
L’interno di questa astronave
Che sembra guidata da un matto ubriaco
Che pensa di avere ragione a ragione del fatto di essere nato
E cammina spedito
Se scendi rimani fregato se resti ti senti tradito
Che dico?! Rimani!
Lì sotto puoi fare difetto
Se resti, io vado un momento,
Controllo l’Inferno e poi torno
Qui non è tanto male, no
Rispetto all’astronave blu
Che gira intorno al Sole e tu
Resti solo un viaggiatore che alla prossima fermata
Senza fare troppe storie scende giù
Accetta il consiglio in questo delirio
Se tiri per dritto finisci per dire
Che il matto che guida ricorda per dove
E non mi permetto di fare il contrario lasciatemi stare vi dico davvero
Che qui non c’è niente di vero
Che qui non c’è niente di nero
Tenetevi voi questa piccola sfera
Tanto io me ne andrò alle braci d’inverno
Adesso vi lascio con questo momento in cui apro la porta e vi mostro l’Inferno
Qui non è tanto male, no
Rispetto all’astronave blu
Che gira intorno al Sole e tu
Resti solo un viaggiatore che alla prossima fermata
Senza fare troppe storie scende giù
Qui non è poi tanto male
Se non fosse per questo finale che pare una torcia che brucia di addio
Non sono io quello che lascia la nave
Ma lascio che muoia la voglia di fare ritorno nel mondo
Una volta che ho visto chi ha in mano il comando
Per questo rispondo:
“Scusatemi gente,
Lì dentro non entro nemmeno per sogno”.
Qui non è tanto male, no
Rispetto all’astronave blu
Che gira intorno al Sole e tu
Resti solo un viaggiatore che alla prossima fermata
Senza fare troppe storie scende giù
