
quando il lutto diventa memoria condivisa
Un brano profondamente poetico e contemplativo che affronta il tema della perdita senza abbandonarsi alla disperazione, trasformando il dolore in un rito collettivo di ricordo e rinascita. Attraverso immagini legate al ciclo continuo della vita e riferimenti alla cultura pogana, la canzone suggerisce che ciò che amiamo non scompare davvero ma continua a vivere nel mondo che ci circonda facendo diventare parole, gesti ed affetti un’eredità invisibile capace di attraversare il tempo.
La canzone vuole celebrare quel fragile legame che continua a unire le persone anche dopo la separazione, ricordandoci che, talvolta, i legami emergono con maggiore forza proprio nel momento di una perdita.
Las Palabras que Quedan
(Progetto Re Cervo)
¿Qué es el cuerpo?
¿Qué es?
Celebrad, celebremos
Al padre caído.
Pero es un cuerpo.
¿Lo sabéis? El silbido de la garza que vuela.
No aquí.
La lámina de agua
De un arroyo
Que desciende donde el aire
Frío
Quema un mundo diverso.
No aquí.
En el dolor de la muerte,
En el que todos éramos tan conscientes,
Logramos
Unir nuestras manos y susurrarnos dulzuras eternas
Que hablan de nosotros.
El futuro que no vemos
Pero que
Está entre los pliegues de aquella corteza,
De aquella resina,
Del corazón que late
En la punta de aquel hilo de
Hierba que ahora pisáis pero luego
Renace.
No aquí.
¿Dónde está papá?
Sí, sí… es justo como creéis
Pero no como veis.
Papá está aquí.
Yo quiero las llamas en mi rostro,
La piel caliente,
El olor
A ceniza,
La noche que se ilumina,
Un círculo alrededor del renacimiento
Y el mar,
Sus escamas brillantes,
El dolor, las lágrimas
Que no apagan nada
Pero que añaden gotas
Al cuerpo de la diosa.
En el dolor de la muerte,
En el que todos éramos tan conscientes,
Logramos
Unir nuestras manos y susurrarnos dulzuras eternas
Que hablan de nosotros.
Luego la espuma en la estela
Hacia aquel espacio
Oscuro
Entre la luna
Y el fin,
Desaparece la madera incendiada
Allí donde surge
La vida.
Sabes,
Cada uno
Se ha abierto el corazón
A pocos centímetros de ti,
Y lo que ha salido
Es magia.
En el dolor de la muerte,
En el que todos éramos tan conscientes,
Logramos
Unir nuestras manos y susurrarnos dulzuras eternas
Que hablan de nosotros.
En el dolor de la muerte,
En el que todos éramos tan conscientes,
Logramos
Unir nuestras manos y susurrarnos dulzuras eternas
Que hablan de nosotros.
En el dolor de la muerte,
En el que todos éramos tan conscientes,
Logramos
Unir nuestras manos y susurrarnos dulzuras eternas
Que hablan de nosotros.
TRADUZIONE
Le parole che Restano
(Progetto Re Cervo)
Cos’è il corpo?
Cos’è?
Celebrate, celebriamo
Il padre caduto.
Ma è un corpo.
Lo sapete? Il fischio dell’airone che vola.
Non qui.
La lama dell’acqua
Di un ruscello
Che scende dove l’aria
Fredda
Brucia un mondo diverso.
Non qui.
Nel dolore della morte,
In cui tutti eravamo così consapevoli,
Siamo riusciti
Ad unire le nostre mani e a sussurrarci
Dolcezze eterne
Che parlano di noi.
Il futuro che non vediamo
Ma che
E’ tra le pieghe di quella corteccia,
Di quella resina,
Del cuore che pulsa
Sulla punta di quel filo
D’erba che ora calpestate ma poi
Rinasce.
Non qui.
Dov’è papà?
Sì, si… è proprio come credete
Ma non come vedete.
Papà è qui.
Io voglio le fiamme sul mio volto,
La pelle calda,
L’odore
Della cenere,
La notte che s’illumina,
Un cerchio intorno alla rinascita
E il mare,
Le sue squame brillanti,
Il dolore, le lacrime
Che non spengono nulla
Ma che aggiungono gocce
Sul corpo della Dea.
Nel dolore della morte,
In cui tutti eravamo così consapevoli,
Siamo riusciti
Ad unire le nostre mani e a sussurrarci
Dolcezze eterne
Che parlano di noi.
Poi la schiuma sulla scia
Verso quello spazio
Scuro
Tra la luna
E la fine,
Scompare il legno incendiato
Lì dove sorge
La vita.
Sai,
Ognuno
Si è aperto il cuore
A pochi centimetri da te,
E ciò che è uscito
E’ magia.
Nel dolore della morte,
In cui tutti eravamo così consapevoli,
Siamo riusciti
Ad unire le nostre mani e a sussurrarci
Dolcezze eterne
Che parlano di noi.
Nel dolore della morte,
In cui tutti eravamo così consapevoli,
Siamo riusciti
Ad unire le nostre mani e a sussurrarci
Dolcezze eterne
Che parlano di noi.
Nel dolore della morte,
In cui tutti eravamo così consapevoli,
Siamo riusciti
Ad unire le nostre mani e a sussurrarci
Dolcezze eterne
Che parlano di noi.
