Mavi Elis – Fine Reperibilità

Mavi Elis – Fine Reperibilità

un inno alla ribellione digitale

Su una base minimale, ossessiva e martellante, il brano costruisce una riflessione tagliente e sarcastica su una società che sembra aver trasformato la reperibilità continua in una virtù e il tempo libero in un’anomalia.

Il testo racconta come la tecnologia, nata per semplificare la vita, rischi talvolta di diventarne la padrona, facendo emergere una forma di ribellione contemporanea: la difesa del proprio tempo e del diritto di sottrarsi, anche solo per solo istante, ad un flusso infinito di richieste e stimoli. Un invito provocatorio a riscoprire qualcosa che sembra sempre più raro: la possibilità di essere semplicemente irraggiungibili.

Fine Reperibilità
(Mavi Elis)

Siamo nati offline, morti online
Tra il modem che fischia e le deadline
Ci han detto “studia, impegnati, resisti”
Ora resistiamo a botte di burnout.
Curriculum infinito, zero benefit
Contratto a tempo, we’ll see about it
“Good vibes only” font motivazionale
Piango a schermo spento, very professionale.
Sempre online, reperibili a comando,
Ma inbox piene e noi ci stiam svuotando
Era un test drive, un errore di sistema:
Fuori dal mondo, ma dentro lo schema.

Non rispondo, non perché non voglio
E’ che se rispondo… crollo.

Il mio tempo è mio, non sono un’opzione.
Rivendico il vuoto, nego la connessione.
Il mio tempo è mio, non sono un’opzione.
Rivendico il vuoto, nego la connessione!

Siamo la generazione ponte, in pieno conflitto,
Tra chi guarda indietro e chi vende il profitto.
Tra chi ci diceva “impara il mestiere”
E chi ci vuole schiavi del dovere.
Niente certezze, solo ansia pura,
La nostra skill è la paura.
Vendi la vita a fondo perduto,
Gridi: “Basta!”, ma resti muto.
Meeting, quick call, faccia di cera,
La disconnessione è una chimera.
Diritto a staccare? Messo da parte,
Ma se chiudi l’app, la tua vita riparte.

Non rispondo, non è un errore.
Sto scegliendo me, dentro il rumore.

Il mio tempo è mio, non sono un’opzione.
Rivendico il vuoto, nego la connessione!

Flessibilità.
Una parola bellissima per descrivere una schiavitù moderna.
Niente confini, né orari.
Solo un rumore di fondo che mi mangia la testa.
Mi volevate ovunque?
Ora non sono da nessuna parte.
Offline.

Mai un confine!
Mai una fine!
La mia vita…non è vostra!
Ora…respiro!

Il mio tempo è mio, non sono un’opzione.
Rivendico il vuoto, nego la connessione.
Non vi leggo! Non vi sento!
Sono fuori dallo schermo!
Game Over.

Ultimo accesso: ieri.

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