La musica generata con il supporto dell’intelligenza artificiale non è soltanto una questione di strumenti: dietro ad ogni progetto ci sono idee, identità, scelte artistiche, immagi e visioni che meritano di essere sviluppati con consapevolezza e strategia.
Per questo motivo Synthalia 2026 è lieta di annunciare la collaborazione con BE AI Studio, che offrirà un premio speciale ai vincitori del festival.
I riconoscimenti assegnati saranno tre:
MAIA torna il 28 maggio con Stretti, un brano synthwave dall’estetica malinconica che affronta uno dei temi più silenziosi della vita adulta contemporanea: le costrizioni invisibili che costruiamo intorno a noi – i mutui, i matrimoni, le aspettative familiari – e la sensazione di correre dentro binari che qualcun altro ha tracciato.
«Le ferie le scegliamo noi, ma
A poco più di un mese dall’inizio di Synthalia 2026, il festival continua ad arricchirsi di nuove collaborazioni e opportunità dedicate agli artisti in gara.
Dalla partnership con TRAKS nasce infatti un nuovo riconoscimento: il “Premio della Sala Stampa TRAKS“, che verrà assegnato a uno dei venti finalisti selezionati per l’edizione 2026 del festival durante la cerimonia di premiazione del 12 luglio 2026.
Il premio sarà offerto da
su Synthalia arrivano notizie, approfondimenti e contenuti dal mondo underground musicale grazie alla collaborazione con TRAKS

La musica non ha etichette: nasce, evolve, cambia strumenti ma resta sempre musica. Ed è proprio da questa idea che nasce la collaborazione tra TRAKS e Synthalia: da oggi, all’interno del nostro sito, troverà spazio una selezione di notizie, approfondimenti e contenuti provenienti dal mondo dell’underground
C’è una strana tensione nell’aria.
Da una parte c’è l’entusiasmo di chi ha scoperto che l’intelligenza artificiale può finalmente dare forma sonora alle proprie idee. Dall’altra c’è lo scetticismo di chi vede in questa tecnologia la fine dell’arte, della musica, del mestiere.
Ma diciamoci la verità: molte delle persone che oggi gridano allo scandalo per la musica generata con l’IA ascoltano ogni giorno dischi che di “naturale” non hanno nemmeno
Negli ultimi mesi, osservando con attenzione la produzione creativa che ruota attorno agli strumenti di intelligenza artificiale, sta emergendo un fenomeno curioso che non riguarda semplicemente la generazione di immagini, video o musica, ma la tessitura di vere e proprie trame tra personaggi virtuali.
Sempre più spesso creator, artisti o produttori utilizzano uno o più avatar generati con modelli AI
Spesso l’intelligenza artificiale viene raccontata attraverso due narrazioni separate: da un lato la sperimentazione legata puramente alle arti, dall’altro lato come applicazioni tecnologiche orientate a contesti di utilità sociale o produttiva. Due dimensioni che raramente vengono osservate come parte dello stesso contesto.
Il lavoro di Raffaele Annunziata attraversa proprio questa linea di confine: noi lo conosciamo per tylerdurdan*, progetto musicale presente sulla piazza da diversi anni.
Siamo felici di annunciare l’inizio di una collaborazione con Paolo Dalprato, professionista milanese, laureato in fisica, che da anni si occupa di tecnologia ed innovazione digitale, con uno sguardo pacato sempre attento al futuro.

Paolo ha visto nascere il progetto Synthalia fin dai suoi primi passi. Nei primi mesi del
Siamo lieti di annunciare la nascita della partnership tra l’associazione culturale Synthalia e Be AI Studio, un incontro tra due realtà che condividono una visione comune sull’uso dell’intelligenza artificiale nella musica e nella creazione artistica contemporanea.
In un sistema sempre più saturo di contenuti generati in modo rapido, ridondante e spesso privi di significato, Synthalia e Be AI Studio scelgono una direzione diversa: ricerca della qualità,
Dopo l’esordio con Cuore, MAIA torna il 9 ottobre 2025 con “Grande”, un brano che denuncia l’omologazione del pensiero contemporaneo.
«Se negli anni ’90 la pecora nera incarnava l’anticonformismo, oggi sembra quasi che pensare con la propria testa sia considerato un limite mentale» – spiega l’autrice del progetto.
Il testo si concentra sull’ironia amara di un refrain che tutti conosciamo: «…lo dice la televisione».
